FINO ALL ULTIMO RESPIRO-A bout de souffle
Durata: 90 min
Genere: Crime, Dramma
Lingua: FR/ita.
Età 14 consigl.
Regia: Jean Luc Godard
Anno: 2026
Con: Jean Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Henri Jacques Huet, Roger Hanin, Van Doude, Claude Mansard, Liliane Dreyfu...
Critica Il primo lungometraggio di Godard, con la sua anarchica e radicale ribellione, ha sconvolto e ridisegnato l’idea stessa del cinema e la sua fruizione. In sala da oggi in versione restaurata. Salutato già alla sua uscita in sala come un’opera in anarchica e radicale rottura con gli stilemi del cinema classico, tanto da venir eletto come il film manifesto della Nouvelle Vague, il primo lungometraggio di Jean-Luc Godard prende vita rimodellando da un soggetto di Truffaut, ispirato ad un fatto di cronaca. Nella sua apparente linearità narrativa, Fino all’ultimo respiro è un complesso gioco attraverso l’esigenza estremizzata di una rottura formale, che, liberandosi del linguaggio filmico classico, dopo averlo coscientemente introiettato e profondamente amato, diventa nuova modalità espressiva basata sulla frattura, sulla contraddizione, sullo svelamento stesso della finzione, in modo da distogliere violentemente lo sguardo dello spettatore dal suo sonno acritico e passivo. (Sentieriselvaggi.it)
90 min
Genere: Crime, Dramma
Lingua: FR/ita.
Età 14 consigl.
Regia: Jean Luc Godard
Anno: 2026
Con: Jean Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Henri Jacques Huet, Roger ...
Critica Il primo lungometraggio di Godard, con la sua anarchica e radicale ribellione, ha sconvolto e ridisegnato l’idea stessa del cinema e la sua fruizione. In sala da oggi in versione restaurata. Salutato già alla sua uscita in sala come un’opera in anarchica e radicale rottura con gli stilemi del cinema classico, tanto da venir eletto come il film manifesto della Nouvelle Vague, il primo lungometraggio di Jean-Luc Godard prende vita rimodellando da un soggetto di Truffaut, ispirato ad un fatto di cronaca. Nella sua apparente linearità narrativa, Fino all’ultimo respiro è un complesso gioco attraverso l’esigenza estremizzata di una rottura formale, che, liberandosi del linguaggio filmico classico, dopo averlo coscientemente introiettato e profondamente amato, diventa nuova modalità espressiva basata sulla frattura, sulla contraddizione, sullo svelamento stesso della finzione, in modo da distogliere violentemente lo sguardo dello spettatore dal suo sonno acritico e passivo. (Sentieriselvaggi.it)